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Nei 1644 il Bernini realizzò la fontana " DELLE API" commissionata da papa UrbanoVIII.  Fu  fatta costruire "per comodità dei privati", cioé una fontana pubblica, ma in definitiva era un "abbeveratore dei cavalli", che veniva sempre costruito accanto alle fontane monumentali. La fontana , originariamente situata all'angolo con VIA SISTINA ed appoggiata a palazzo SODERINI, consiste in un'enorme conchiglia con le valve aperte:una in piano, a fior di terra, per servire da vasca di raccolta,l'altra eretta in maniera da aderire all'angolo del palazzo. Sulla cerniera di raccordo tra le due valve vi sono tre api barberiniane, disposte simmetricamente, che versano acqua . Le api sono associate al tema dell'acqua intesa come immagine di vita eterna.

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Gli zampilli sottili lanciati dalle api simboleggiano il suono e il ronzio sottile delle api che rappresentano un'altra delle metamorfosi in cui é protagonista l'acqua. In questo caso l'acqua si trasforma in suono (metamorfosi: acqua e suono). L'acqua viene paragonata al miele che viene versato dalle api per alludere alla dolcezza e alla purezza dell'acqua come elemento naturale segno dell' infinita bontà e misericordia divina, dono di natura in cui si riflette la divinità, diventa un' occasione per meditare e scoprire la presenza di Dio in ogni cosa.  Alla fontana é legato uno storico episodio: l'iscrizione originaria dichiarava che "papa Urbano l'aveva fatta fare nell'anno XXII del suo pontificato", quando mancavano ancora due mesi al raggiungimento del 22° anno; il papa morì 8 giorni prima del termine del pontificato. La fontana rimase in loco fino al 1867, quando a causa d'intralci al traffico venne scomposta e abbandonata in un deposito comunale

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Nel 1915 la fontana fu ricostruita e collocata all'angolo  con VIA VITTORIO VENETO, dove ancora oggi possiamo ammirarla. Molti pezzi sono andati smarriti, ad eccezione del frammento contenente l'ape centrale :la ricostruzione risulta abbastanza infedele all'originale , a cominciare dal materiale usato, un grigio travertino recuperato dalla demolita PORTA SALARIA in sostituzione del bianco marmo lunense. La valva inferiore non é più a fior di terra ma rialzata su massi e quella superiore non si poggia più su un edificio ,ma risulta isolata.